19feb

Storia della Vigilanza Privata

La storia della vigilanza è molto antica, lo stesso termine deriva dal latino “vigilantia” che vuol dire, appunto, vigilanza.

L’impero Romano

Uomo in armi nell'Antica RomaNel III secolo a.C. esisteva a Roma una particolare istituzione denominata “Ufficio degli Edili“, l’antesignano dell’odierno Istituto di Vigilanza. La sicurezza dei privati cittadini e le proprietà dei “cives” romani e della collettività non erano sotto la tutela degli organi militari né del senato, il quale si occupava principalmente di indicare la direzione politica di Roma; esistevano anche consoli, pretori e magistrati, ma costoro avevano funzioni prevalentemente amministrative o finanziarie. Toccava, pertanto, all’Ufficio degli Edili vigilare sulla vita (economica e religiosa) e sui i beni della collettività. Tale Ufficio era eletto e controllato direttamente dal Senato e si avvaleva dei servizi di guardie, chiamate “Praefecti Nocturni”, che costituivano una particolare milizia non assoggettata al controllo militare, ma esclusivamente impegnata per la vigilanza e la custodia dei beni pubblici e privati.

Queste guardie avevano alcuni particolari compiti e poteri: loro era l’obbligo di far rispettare le leggi e gli editti che venivano emanati e avevano l’autorità per arrestare i criminali colti sul fatto. Inoltre, presso l’Ufficio degli Edili, i privati cittadini che ne facessero richiesta potevano custodire i loro beni personali, proprio come accade oggi nei caveau degli Istituti di Vigilanza Privata.
Nel 476 d.C. l’impero romano si sfaldò definitivamente in una galassia di regni più o meno piccoli e per alcuni secoli i servizi di vigilanza privata smisero di avere una forma definita. Occorrerà attendere fino all’Alto Medioevo e alla nascita dei Comuni per vedere un concreto ritorno di organi con funzioni e scopi simili.
Fu in questo periodo che nacquero le Milizie Cittadine.

I Comuni e le Milizie Cittadine

Guardia notturna a fine '600Le Milizie Cittadine, in periodi di pace, avevano il compito esclusivo di vigilare sui beni e sulla sicurezza dei cittadini che facevano parte del Comune; tale compito veniva svolto prevalentemente di notte, quando maggiori erano le possibilità di reato, oppure durante particolari eventi od occasioni in cui si radunava una gran quantità di persone (come le fiere o i mercati cittadini).
Negli anni che videro il fiorire dei Comuni iniziarono, inoltre, a costituirsi le Corporazioni, ovvero organismi riconosciuti che rappresentavano categorie di cittadini che svolgevano lo stesso mestiere o la stessa arte. A tali Corporazioni venne dato il diritto, direttamente dal podestà o dal console, di costituire milizie private (pagate e controllate dalla corporazione) il cui scopo era quello di proteggere esclusivamente gli appartenenti alla corporazione stessa.
Fu questo il primo esempio storico di organismi costituiti per tutelare non più i beni della collettività ma soltanto dei privati (o più precisamente, di quei privati che avessero deciso di aderire a tale servizio).

Con alterne fortune e con diversi cambi di struttura, la figura della “guardia di vigilanza” arrivò fino all’Unità d’Italia.

L’Unità d’Italia e la società moderna

L'Unità d'ItaliaSuccessivamente all’unificazione della penisola sotto un unico governo e alla costituzione delle prime forme di legislazione unificata, si vennero a creare grossi buchi normativi riguardanti i modi d’operare e le funzioni delle Guardie Giurate. Ma negli anni successivi qualcosa iniziò a muoversi.
A Padova, nel 1870, sorse il primo Istituto di Vigilanza Privato di tutto il neonato Regno d’Italia, a opera di un ex garibaldino, Giuseppe Lombardi. Lombardi, con l’aiuto di pochi uomini, iniziò a svolgere un servizio di vigilanza urbano, appoggiato dal Prefetto di Padova, Luigi Berti.
L’inizio dell’attività non fu per nulla facile: Lombardi, infatti, a causa del vuoto legislativo in materia venne più volte trascinato in tribunale con l’accusa di “usurpazione di pubblici poteri” e di “costituzione di uomini in armi senza il permesso delle Autorità”, uscendone sempre assolto. Anni dopo, finalmente, vide la propria attività ufficialmente riconosciuta e regolata da precise norme.
Del resto la nuova società che iniziava a delinearsi sullo sfondo della recente Rivoluzione Industriale stava portando a cambiamenti che richiedevano nuove esigenze: le città iniziarono a ingrandirsi per effetto della migrazione dalle campagne di grosse masse di persone attirate dalla prospettiva del lavoro nelle fabbriche e questo fenomeno portò alla nascita della criminalità in chiave moderna; grosse quantità di genti raccolte negli stretti spazi delle città e un’urbanizzazione crescente e spesso selvaggia esponevano a grossi rischi per la sicurezza di beni e persone.
L’iniziativa di Lombardi ebbe successo e da Padova fu esportata anche presso altre città del Nord, Venezia, Milano, Torino, Genova, dove sono tutt’ora presenti e in servizio alcuni dei più antichi Istituti di Vigilanza Privata di tutta Italia.

E si arriva ai giorni nostri…